Prima del diffondersi della mensa aziendale, il momento della pausa pranzo durante il turno di lavoro in fabbrica era consumato nel barachin, la gavetta. Il contenitore del pasto era un elemento costitutivo dell’identità operaia: “lavora da barachin“, “è un barachin di Agnelli” furono espressioni abituali che negli anni del boom economico designavano l’operaio stesso, soprattutto chi lavorava negli stabilimenti Fiat.
Il barachin è stato emblema del mondo operaio e della vita di fabbrica: la mostra e il catalogo “Fame di lavoro. Storie di gastronomie operaie”, riportando l’attenzione verso le forme e le pratiche di questo sapere gastronomico vogliono documentare un tornante importante della recente storia italiana troppo rapidamente dimenticato.
Foto: Marcello Marengo.
Mensa operaia nello stabilimento Fiat di Rivalta, maggio 1972, foto Mauro Vallinotto.
Operaio della Emanuel in mensa, 1973, foto Mauro Raffini.
Pausa sulla linea di montaggio Fiat Mirafiori, maggio 1972, foto Mauro Vallinotto.
Gli operai ATM protestano per ottenere la mensa, foto Archivio Istituto Gramsci Torino.
Mensa operaia nello stabilimento Fiat di Rivalta, maggio 1972, foto Mauro Vallinotto.
Morte al baracchino!” Protesta per ottenere la mensa, foto Archivio Istituto Gramsci Torino.
Assemblea operaia nei locali della mensa Fiat, anni Settanta, foto Archivio Istituto Gramsci Torino.
Operai della Cornaglia in corteo per richiedere la mensa, foto Archivio Istituto Gramsci Torino.
Il kit del perfetto “barachin” sulla tavola operaia, 1973 stabilimento Emanuel, foto Mauro Raffini.
Area di ricerca: alimentazione, storia, cultura operaia.
Anno progetto: 2016
Catalogo: scarica in formato .pdf
Patnership: Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, Associazione Culturale Kores con il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte